Che cos’è la RIUNIONE PERIODICA?

In base all’art. 35 del D.lgs. 81/08 il Datore di Lavoro, con più di 15 dipendenti deve indire una volta all’anno OBBLIGATORIAMENTE una riunione periodica;

Con meno di 15 dipendenti invece, può essere richiesta dal Rappresentante dei Lavoratori(RLS)

CHI PARTECIPA ALLA RIUNIONE?

Alla riunione periodica DEVONO partecipare:

il Datore di Lavoro o delegato (D.L.)

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione( R.S.P.P.)

il Medico Competente (M.C.)

ed infine, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

 

COSA VIENE ESAMINATO NELLA RIUNIONE PERIODICA?

Sono essenzialmente 4 punti che il D.L. sottopone ai partecipanti:

  1. Documento Valutazione dei Rischi;
  2. Andamento infortuni e malattie professionali;
  3. Criteri scelti e caratteristiche tecniche dei Dispositivi di Protezione Individuale(D.P.I.)
  4. Programma di formazione dei lavoratori

 

La riunione periodica avrà luogo anche in eventuali variazioni dell’esposizione dei rischi aziendali( ad Es. Introduzione di un nuovo macchinario in azienda).

Alla fine di una riunione verrà redatto un verbale e potrà essere consultato da tutti i partecipanti.

Per informazioni : info@securitalia.net

Regolamento privacy: Come adeguarsi al GDPR – Informativa privacy 2018

Dal 25 maggio 2018 è operativo il nuovo Regolamento Generale Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR), che uniformerà le normative sulla privacy in tutti i paesi europei. L’obiettivo della Commissione Europea è quello di semplificare il contesto normativo che riguarda gli affari internazionali, garantendo a tutti i cittadini europei il controllo sui propri dati personali.
Il nuovo Regolamento è stato sviluppato in particolare per chiarire l’utilizzo dei dati personali fatto dai social network e dai provider di servizi cloud. Delinea una serie di azioni da attuare per prendere le misure di sicurezza che implicano in molti casi una riorganizzazione strutturale per le imprese.

Le prime azioni da intraprendere, secondo il Garante della Privacy, sono:

  • Nominare in tempi stretti il Responsabile della protezione dei dati;
  • Istituire il Registro delle attività, in cui vanno descritti i trattamenti dati effettuati e le procedure per la sicurezza adottate;
  • Notificare la violazione dei dati personali entro 72 ore;
  • Aggiornare l’informativa privacy del sito web.
adeguarsi al regolamento europeo sulla privacy 2018

Per adeguarsi al Regolamento le aziende devono capire se possono gestire il progetto con le proprie risorse o necessitano di una consulenza esterna. Il progetto di adeguamento al GDPR serve per assicurare un’applicazione omogenea delle norme sul trattamento dei dati, valutare le implicazioni delle nuove disposizioni sui processi esistenti e individuare i punti critici e le azioni da attuare per adeguarsi al Regolamento.

Il Titolare del trattamento

Questa nuova figura è obbligatoria in tutte le imprese e ha un ruolo chiave nella gestione di tutte le attività effettuate sui dati personali.

Il Titolare del trattamento dei dati è la persona fisica, o la persona giuridica (ente, società, associazione) che prende le decisioni sulle modalità e sulle finalità del trattamento dei dati, sugli strumenti da utilizzare e sulle misure di sicurezza. È anche il responsabile in caso di violazione del Codice Privacy.

Se il Titolare è individuato nella persona giuridica che corrisponde alla società, all’ente o all’associazione, non vi sarà la necessità di cambiare i documenti sulla privacy al variare della persona fisica che rappresenta l’organizzazione (amministratore, direttore, ecc.).

Il Titolare ha il ruolo di progettare le regole di trattamento dei dati, organizzando le strategie di raccolta, utilizzo, elaborazione. Dovrà inoltre dimostrare di minimizzare i rischi di violazioni, prendendo delle adeguate misure di sicurezza.

Per eseguire le operazioni di trattamento inerenti all’attività, il Titolare può naturalmente avvalersi di collaboratori (sia interni che esterni); spetta comunque a lui valutare l’adeguatezza del personale e se necessario prevedere dei corsi di formazione.

Il Responsabile del trattamento

Un’altra figura ha un ruolo importante nel processo di trattamento dei dati messo in atto dal Titolare: il Responsabile del trattamento. Anche in questo caso può trattarsi sia di una persona fisica che di una giuridica, può essere un soggetto pubblico oppure privato.

Il Responsabile viene nominato dal Titolare e si occupa di gestire il trattamento dei dati, completamente o solo in parte. Il potere decisionale riguardo a finalità, mezzi e modalità del trattamento spetta comunque solo al Titolare.

La nomina del Responsabile è facoltativa, ma la sua figura è prevista perché può capitare che il Titolare non abbia tutte le competenze pratiche – operative necessarie alla corretta gestione dei dati, soprattutto nei casi di grandi organizzazioni in cui il Titolare ha numerosi adempimenti. La figura del Responsabile quindi è stata pensata come una prima misura per contrastare i rischi connessi alle attività di trattamento dati.

Web hosting

Chi gestisce un sito web deve sapere che il servizio di web hosting è giuridicamente responsabile del trattamento dei dati, perché elabora i dati per conto del Titolare. Quindi è necessario un contratto scritto tra Titolare e web hosting, in cui indicare cosa può fare il web hosting con i dati e quali misure di sicurezza deve adottare. In caso di violazioni commesse dal web hosting, il Titolare sarà comunque il responsabile di fronte alle autorità.

Il Registro delle attività di trattamento svolto

Il Registro dei trattamenti sui dati personali è uno strumento indispensabile per gestire le informazioni in modo conforme al GDPR, ma anche per documentare e dimostrare tale conformità.

è obbligatorio per tutte le imprese che superano i 250 dipendenti. Quelle che ne hanno meno possono non adottarlo, a meno che non trattino dati sensibili o categorie particolari (definite dagli articoli 9 e 10 del GDPR), e che il trattamento dei dati non presenti un rischio per i diritti e la libertà dell’interessato.

Il registro dovrà essere gestito dai titolari e dai responsabili dei dati, che saranno obbligati a cooperare con il Garante della Privacy e a consentirgli l’accesso su richiesta, per monitorare ed esaminare le operazioni del trattamento.

L’istituzione del Registro delle attività servirà a garantire:

  • il controllo della sicurezza sui dati personali;
  • il diritto all’oblio, cioè il diritto ad ottenere la cancellazione dei propri dati personali quando non servono più alle finalità per cui erano stati forniti;
  • la portabilità dei dati da un titolare ad un altro, semplificando molte pratiche burocratiche per l’interessato;
  • valutare ed analizzare i rischi dei trattamenti.

Sapere con esattezza quali trattamenti siano svolti in azienda, con quali modalità e quali siano le misure di sicurezza prese, permetterà infatti alle aziende di valutare se sono state adottate tutte le misure necessarie a garantire il rispetto della privacy.

Il registro è uno strumento utile per mappare i flussi di dati in modo ordinato e organizzato, verificare che tipo di rischi ci possano essere in relazione agli specifici trattamenti, individuare le criticità e valutare le azioni da intraprendere per minimizzare i rischi e garantire l’integrità e la riservatezza secondo le nuove regole.

Il registro quindi “non costituisce un adempimento formale bensì parte integrante di un sistema di corretta gestione dei dati personali” . Per questo il Garante della Privacy invita tutte le imprese ad istituire il registro, indipendentemente dalle loro dimensioni.

Il registro deve essere tenuto in forma scritta, anche in formato elettronico, e prevede i seguenti contenuti obbligatori (definiti nell’articolo 30 del GDPR):
  • nome, cognome e contatti del Titolare del trattamento, del Rappresentante del Titolare e del Responsabile della protezione dei dati (se presenti)
  • finalità del trattamento dei dati
  • descrizione delle categorie di dati e delle categorie di interessati
  • descrizione delle categorie dei destinatari a cui saranno comunicati i dati personali (comprese imprese e sedi estere)
  • indicazione dei trasferimenti di dati verso paesi esteri e organizzazioni internazionali, con identificazione dei destinatari
  • termini previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati
  • descrizione delle misure di sicurezza tecniche e organizzative, documentando le motivazioni.

Questa è una lista dei contenuti minimi che devono essere indicati nel registro, ma dato che è anche uno strumento operativo potrà ovviamente contenere tutte le informazioni utili al Titolare per la gestione dei dati.

Informativa privacy 2018

Oltre ad adeguare l’organizzazione aziendale, il nuovo regolamento GDPR richiede anche di aggiornare l’informativa sulla privacy del sito web. Gli utenti devono essere informati sull’utilizzo dei propri dati con un linguaggio chiaro e trasparente, facendo riferimento al “GDPR General Data Protection Regulation Regolamento UE 2016/679″.

In particolare, l’informativa deve spiegare:

  • in che modo e per quale scopo verranno trattati i propri dati personali;
  • se il conferimento dei propri dati personali è obbligatorio o facoltativo;
  • le conseguenze di un eventuale rifiuto a rendere disponibili i propri dati personali;
  • a chi saranno comunicati o se saranno diffusi i propri dati personali;
  • i diritti previsti dall’art. 7 del Codice;
  • chi è il titolare e (se è stato designato) il responsabile del trattamento.

In tal senso, occorre semplificare anche le informative sui cookies: gli utenti devono poter accettare o rifiutare il monitoraggio dei cookies e degli altri identificatori. Non è più necessario il consenso per i cookies non intrusivi (es: dati di navigazione, cronologia degli acquisti su e-commerce).

Sanzioni

Le imprese che non si adegueranno in tempo al Regolamento andranno incontro a pesanti sanzioni pecuniarie: fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato totale annuo.

informativa privacy 2018 Associazione Secur Italia


Concludendo

Il nuovo Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali implica una riorganizzazione strutturale da parte delle imprese riguardo alla gestione di tutti i dati raccolti nel contesto aziendale.
Per adeguarsi alle nuove norme, le aziende dovranno innanzitutto eseguire un’analisi preliminare e valutare le risorse a loro disposizione, le tipologie dei dati raccolti, i processi utilizzati e le tecnologie di cui si avvalgono. L’analisi preliminare porterà ad avere un quadro completo sul proprio modello di gestione dei dati e sarà utile per individuare un sistema di controllo sulla sicurezza.

E’ poi necessario nominare un Titolare del trattamento, che potrà essere una persona fisica oppure coincidere con la società, l’ente o l’organizzazione (persona giuridica) che prende le decisioni in merito al trattamento dei dati e alle misure di sicurezza attuate. Il Titolare potrà nominare a sua volta un Responsabile del trattamento, che lo affiancherà nella gestione dei dati, completamente o solo in parte. Entrambe le figure dovranno avere delle competenze approfondite in materia di protezione della privacy che potranno ottenere tramite gli appositi corsi di formazione organizzati dal Garante della Privacy.

Le imprese con più di 250 dipendenti avranno inoltre l’obbligo di istituire il Registro delle attività di trattamento, nel rispetto dei requisiti obbligatori indicati nel GDPR. Si tratta di uno strumento utile per gestire in modo corretto e organizzato i dati personali, individuare le criticità, valutare e minimizzare i rischi sulla sicurezza; per questo il Garante della Privacy ne consiglia l’adozione a tutte le imprese, indipendentemente al numero di dipendenti.

L’introduzione del GDPR ha  quindi a semplificare e uniformare le varie normative di tutti i paesi UE e garantisce  un alto livello di sicurezza a tutti i residenti in Europa.

HAI DUBBI? Contattaci su: info@securitalia.net o su tutti i social Network

Quando è obbligatorio il piano di emergenza e di evacuazione?(PEE)

E’ un atto che comprende tutte le precauzioni da prendere in caso di emergenza che deve essere disponibile a tutti. L’obiettivo è quello di anticipare le situazioni di pericolo permettendo agli impiegati di lasciare la postazione di lavoro in tempo.

Per chi è obbligatorio il PEE?

Il piano di emergenza è previsto dalla legge, come dettato dal decreto legislativo 81/2008 per tutte le imprese proficue dove lavorano almeno 10 dipendenti  e nelle imprese dove è presente la sorveglianza dei vigili del fuoco;

Chi stabilisce il piano di emergenza?

Il PEE viene costituito dal dirigente d’azienda cooperando con il(RSPP)Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

Nel redigere il PEE si  considera:

  • il tipo di attività
  • il tipo di struttura
  • l’organizzazione dello staff di emergenza
  • l’intervento di personale esterno
  • i turni di lavoro

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione deve:

  • pianificare l’addestramento del personale regolarmente
  • far rispettare le norme di sicurezza
  • organizzare le prove e i piani di evacuazione producendo ogni volta un verbale con eventuali modifiche da aggiungere al piano di evacuazione
  • controllare il lavoro svolto dagli impiegati addetti al controllo regolare degli estintori, idranti o delle varie luci di emergenza
  • redigere il registro dei controlli precedentemente effettuati dove devono esserci tutte le annotazioni riguardo efficienza di impianti elettrici, luci d’emergenza, delle uscite di sicurezza e dei dispositivi antincendio

I contenuti del PEE

Nel PEE ci sono le azioni pianificate da avviare in situazioni di rischio per le persone, le strumentazioni e l’ambiente, con lo scopo di:

  • fornire, ai destinatari del PEE, le modalità per prevenire una situazione d’allarme
  • affrontare il pericolo fin dal primo avvenimento, per contenere, controllare gli effetti e per riportare velocemente la situazione alle normali condizioni

Nel piano di solito viene predisposta anche una pianta dell’edificio dove ci sono indicazioni sui piani, le scale, gli ascensori e le aree sicure.

PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

Obblighi da rispettare per i call center

Sicurezza sul lavoro nei call center

Gli obblighi da rispettare in un call center con almeno un dipendente (con contratto di qualsiasi tipo, con o senza retribuzione), o con uno o più soci lavoranti, sono:

 

  • DVR = rischi generali + rischi specifici.
  • Valutazione del rischio gravidanza e minori.

Rischi specifici che in genere si devono valutare:

  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO ILLUMINAZIONE
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA VIDEOTERMINALI
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO POSTURA E MMC
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO RADON (nei locali al piano terra o in piani interrati/cantine/taverne)

N.B. i rischi specifici variano in base alla tipologia di call center, alla struttura dei locali e ai macchinari presenti, nonchè alle sostanze utilizzate o prodotte. Per questo i rischi sopraindicati sono generali e non specifici per la propria attività.

PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

  • E’ necessario inoltre elaborare il PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE, documento che prevede obbligatoriamente anche la formazione degli addetti sia al primo soccorso che all’antincendio;
  • COSI COME PREVISTO DALL’ART.36 E 37 DEL DLGS 81/08 E ACCORDO STATO REGIONE DEL 21 DICEMBRE 2011 È NECESSARIO CHE IL DATORE DI LAVORO E I LAVORATORI SVOLGANO DEI CORSI DI FORMAZIONE DI NATURA GENERALE E SPECIFICA PER MACROSETTORE DI APPARTENENZA

 

  • CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA A TUTTI I LAVORATORI E SOCI LAVORANTI DI 8 h ( a rischio basso)
  • NOMINA E CORSO PER ADDETTO ANTINCENDIO 8h (rischio medio) ad un numero di lavoratori utile a far si che questa figura sia sempre presente in ogni turno di lavoro (sotto le 5 unità anche il datore di lavoro può essere nominato)
  • NOMINA E CORSO PER ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO 12h ad un numero di lavoratori utile a far si che questa figura sia sempre presente in ogni turno di lavoro (sotto le 5 unità anche il datore di lavoro può essere nominato)
  • CORSO DI FORMAZIONE DI RSPP/DATORE DI LAVORO oppure  NOMINA RSPP ESTERNO;
  • CORSO DI FORMAZIONE COME RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI con elezione svolta tra tutti i lavoratori (la nomina deve essere comunicata all’INAIL).;
  • SORVEGLIANZA SANITARIA mediante nomina del medico competente, protocollo sanitario redatto dal medico in virtù dei rischi scaturiti nel Documento di Valutazione e consequenziali esami previsti con registro di idoneità alla mansione da svolgere;

Altri documenti da avere e conservare in azienda: dichiarazione conformità impianto elettrico, libretti d’uso e manutenzione dei macchinari utilizzati, verbali consegna DPI,  registro antincendio, verbali effettuazione informazione lavoratori.

Inoltre assicurarsi di avere:

  • CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO(grande o piccola in base al numero di addetti presenti)
  • ESTINTORI(numero varia in base alla grandezza dei locali)
  • PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

Meriti e ringraziamenti:Evento GDPR

L’Associazione Secur ITALIA ringrazia tutti i partecipanti all’evento  sul GDPR,svoltosi il giorno 30 Novembre all’Hotel Ambasciatori di Venezia Mestre.

Un ringraziamento particolare al Dott.Venditti Giuseppe( coordinatore in materia E.N.Bi.Form) per la sua impeccabile cultura in merito.

Il Presidente Francesco Nito.

Evento informativo e formativo GDPR – Il Regolamento Generale Europeo in materia di dati personali

Il Regolamento Generale Europeo  in materia di dati personali (GDPR)

Venerdì 30 Novembre, si terrà presso la sala congressi dell’Hotel Ambasciatori di  Venezia Mestre, in Corso del Popolo n. 221 alle ore 18 un evento  informativo e formativo del  Nuovo Regolamento Europeo sul trattamento dei dati.

In collaborazione con Associazione Secur Italia e Ente Nazionale Organismo Paritetico ENBIFORM.

 

 

 

 

Argomentazioni trattate:

  • Cosa occorre sapere e cosa occorre fare per gestire al meglio le regole attuali e prepararsi alle nuove norme
  • Significato: Cos’è il Regolamento GDPR e cosa cambia?
  • Il GDPR a chi si applica?
  • Cosa cambia la normativa GDPR per il mio sito web?
  • I dati personali quali sono?
  • Data di applicazione del GDPR: 25 maggio 2018
  • Multe e sanzioni del GDPR

Per maggiori informazioni : info@securitalia.net

 

 

 

 

 

 

 

Obblighi da rispettare per gli idraulici

Sicurezza sul lavoro per gli idraulici

Gli obblighi da rispettare per un idraulico con almeno un dipendente (con contratto di qualsiasi tipo, con o senza retribuzione), o con uno o più soci lavoranti, sono:

  • DVR  rischi generali + rischi specifici.
  • Valutazione del rischio gravidanza e minori.

Rischi specifici che in genere si devono valutare:

  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO POSTURA E MMC
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO
  • VALUTAZIONE RISCHIO RUMORE
  • VALUTAZIONE RISCHIO VIBRAZIONE
  • STESURA PROCEDURA PER UTILIZZO ATTREZZATURE
  • VALUTAZIONE RISCHIO SPAZI CONFINATI
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO RADON (nei locali al piano terra o in piani interrati/cantine/taverne)

N.B. i rischi specifici variano in base alla tipologia idraulico, alla struttura dei locali e ai macchinari presenti, nonchè alle sostanze utilizzate o prodotte. Per questo i rischi sopraindicati sono generali e non specifici per la propria attività.

PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

  • E’ necessario inoltre elaborare il PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE, documento che prevede obbligatoriamente anche la formazione degli addetti sia al primo soccorso che all’antincendio;

 

COSI COME PREVISTO DALL’ART.36 E 37 DEL DLGS 81/08 E ACCORDO STATO REGIONE DEL 21 DICEMBRE 2011 È NECESSARIO CHE IL DATORE DI LAVORO E I LAVORATORI SVOLGANO DEI CORSI DI FORMAZIONE DI NATURA GENERALE E SPECIFICA PER MACROSETTORE DI APPARTENENZA

 

  • CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA A TUTTI I LAVORATORI E SOCI LAVORANTI DI 16h(rischio alto)
  • NOMINA E CORSO PER ADDETTO ANTINCENDIO 8h (rischio medio) ad un numero di lavoratori utile a far si che questa figura sia sempre presente in ogni turno di lavoro (sotto le 5 unità anche il datore di lavoro può essere nominato)
  • NOMINA E CORSO PER ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO 12h ad un numero di lavoratori utile a far si che questa figura sia sempre presente in ogni turno di lavoro (sotto le 5 unità anche il datore di lavoro può essere nominato)
  • CORSO DI FORMAZIONE DI RSPP/DATORE DI LAVORO oppure  NOMINA RSPP ESTERNO;
  • CORSO DI FORMAZIONE COME RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI con elezione svolta tra tutti i lavoratori (la nomina deve essere comunicata all’INAIL).;
  • SORVEGLIANZA SANITARIA mediante nomina del medico competente, protocollo sanitario redatto dal medico in virtù dei rischi scaturiti nel Documento di Valutazione e consequenziali esami previsti con registro di idoneità alla mansione da svolgere;

Altri documenti da avere e conservare in azienda: dichiarazione conformità impianto elettrico, libretti d’uso e manutenzione dei macchinari utilizzati, verbali consegna DPI,  registro antincendio, verbali effettuazione informazione lavoratori.

Inoltre assicurarsi di avere:

  • CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO(grande o piccola in base al numero di addetti presenti)
  • ESTINTORI(numero varia in base alla grandezza dei locali)

 

PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

Formazione sui rischi di bassa – media ed alta tensione negli impianti elettrici

Giornata intensa di formazione sui rischi di bassa – media e alta tensione negli impianti elettrici,svolta presso,la Sede di Roma di Associazione Secur Italia alla presenza di discenti capaci di apprendere e comprendere il messaggio della cultura della Sicurezza; relatori intervenuti :

Docente di Sicurezza sul Lavoro : Francesco Nito ,Presidente di Associazione Secur Italia

Docente di Sicurezza sul lavoro: Sanges Antonio, Professionista Associato di Associazione Secur Italia n.8/2018

Docente di Sicurezza sul Lavoro: Antonio Nito, Socio Fondatore di Associazione Secur Italia

Dott.Centrella Giovanni , coordinatore nazionale della Cisal Metalmeccanici

 

Obblighi da rispettare per scuole e asili

Sicurezza sul lavoro nelle scuole ed asili

Gli obblighi da rispettare in una scuola o asilo con almeno un dipendente (con contratto di qualsiasi tipo, con o senza retribuzione), o con uno o più soci lavoranti, sono:

  • DVR rischi generali + rischi specifici.
  • Valutazione del rischio gravidanza e minori.

Rischi specifici che in genere si devono valutare:

  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO POSTURA E MMC
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO RADON (nei locali al piano terra o in piani interrati/cantine/taverne)

N.B. i rischi specifici variano in base alla tipologia di scuola o asilo, alla struttura dei locali e ai macchinari presenti, nonchè alle sostanze utilizzate o prodotte. Per questo i rischi sopraindicati sono generali,e non specifici per la propria attività.

PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

  • E’ necessario inoltre elaborare il PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE, documento che prevede obbligatoriamente anche la formazione degli addetti sia al primo soccorso che all’antincendio;

COSI COME PREVISTO DALL’ART.36 E 37 DEL DLGS 81/08 E ACCORDO STATO REGIONE DEL 21 DICEMBRE 2011 È NECESSARIO CHE IL DATORE DI LAVORO E I LAVORATORI SVOLGANO DEI CORSI DI FORMAZIONE DI NATURA GENERALE E SPECIFICA PER MACROSETTORE DI APPARTENENZA

 

  • CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA A TUTTI I LAVORATORI E SOCI LAVORANTI DI 16 h ( a rischio alto)
  • NOMINA E CORSO PER ADDETTO ANTINCENDIO 8h (rischio medio) ad un numero di lavoratori utile a far si che questa figura sia sempre presente in ogni turno di lavoro (sotto le 5 unità anche il datore di lavoro può essere nominato)
  • NOMINA E CORSO PER ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO 12h ad un numero di lavoratori utile a far si che questa figura sia sempre presente in ogni turno di lavoro (sotto le 5 unità anche il datore di lavoro può essere nominato)
  • CORSO DI FORMAZIONE DI RSPP/DATORE DI LAVORO oppure NOMINA RSPP ESTERNO;
  • CORSO DI FORMAZIONE COME RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI con elezione svolta tra tutti i lavoratori (la nomina deve essere comunicata all’INAIL).;
  • SORVEGLIANZA SANITARIA mediante nomina del medico competente, protocollo sanitario redatto dal medico in virtù dei rischi scaturiti nel Documento di Valutazione e consequenziali esami previsti con registro di idoneità alla mansione da svolgere;
  •  

    Altri documenti da avere e conservare in azienda: dichiarazione conformità impianto elettrico, libretti d’uso e manutenzione dei macchinari utilizzati, verbali consegna DPI,  registro antincendio, verbali effettuazione informazione lavoratori.

    Inoltre assicurarsi di avere:

  • CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO(grande o piccola in base al numero di addetti presenti)
  • ESTINTORI(numero varia in base alla grandezza dei locali)
  •  

    PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

 

Igiene alimentare HACCP nelle scuole o asili

Gli obblighi da rispettare sempre sono:

  • STESURA DI UN MANUALE DI AUTOCONTROLLO HACCP
  • CORSO DI FORMAZIONE HACCP (a tutti gli addetti della scuola o asilo qualsiasi sia la mansione)
  • EFFETTUAZIONE DI ANALISI DI LABORATORIO SU ALIMENTI, TAMPONI SU SUPERFICI, E ANALISI SULL’ACQUA DERIVANTE DALLA RETE IDRICA.
  • DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE

 

PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

Chi è il Rappresentante dei Lavoratori?(RLS) Quando va nominato?

Il Testo Unico dice che l’RLS è la “persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro”.

 

Nelle aziende con meno di 15 dipendenti, l’RLS è eletto direttamente dai lavoratori.

 

Tutti i lavoratori possono ambire a coprire questa carica, ad eccezione degli apprendisti o lavoratori a termine.

Il datore di lavoro è obbligato a comunicare le generalità del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza sia all’INAIL, sia al resto dei dipendenti.

Nelle aziende con più di 15 dipendenti, il RLS è eletto dai lavoratori attraverso l’intermediazione delle rappresentanze sindacali aziendali o nel caso non fossero presenti, viene eletto direttamente dai lavoratori.

 

QUANTI RLS CI DEVONO ESSERE IN AZIENDA?

In ogni caso il numero minimo di RLS deve essere:

Aziende/unità produttive sino a 200 lavoratori: 1 RLS;
Aziende/unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori: 3 RLS;
Tutte le altre aziende/ unità produttive oltre i 1.000 lavoratori: 6 RLS;

QUALI SONO I SUOI COMPITI?

Le attività dell’RLS sono:

  • Collaborare con il datore di lavoro per migliorare la qualità del lavoro in azienda;
  • Ascoltare i problemi sollevati dai dipendenti in materia di sicurezza sul posto di lavoro ed effettuare i dovuti controlli concernenti queste segnalazioni;
  • Partecipare a tutte le riunioni periodiche riguardanti la sicurezza dei lavoratori;
  • Controllare l’effettiva realizzazione degli interventi, obbligatori o concordati, necessari per la sicurezza del lavoro in azienda;
  • Avere un rapporto diretto con gli organi di controllo chiamati alla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei dipendenti.

FORMAZIONE

Per svolgere questi compiti, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza deve essere costantemente aggiornato sulle normative vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro prevede che l’RLS debba svolgere la formazione, in particolare:

Corso Completo RLS di 32 ore
Corso di Aggiornamento di 4 ore (per aziende dai 15 ai 50 lavoratori)
Corso di Aggiornamento di 8 ore (per aziende con più di 50 lavoratori)