Ispettorato del lavoro: in edilizia 9 imprese controllate su 10 non sono in regola

«Abbiamo iniziato una vigilanza da qualche mese da cui risulta che oltre 9 imprese edili su 10 non sono regolari». Il dato è annunciato dal direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl), Bruno Giordano, intervistato dal Tg3 sulla sicurezza nei cantieri e le morti sul lavoro. «Le risorse sono sufficienti ma occorre – ha aggiunto Giordano – il coordinamento degli organi di vigilanza per intervenire nella prevenzione e nella repressione delle violazioni in materia di sicurezza».

Abilitazione in teoria e pratica per la conduzione ed utilizzo di piattaforma elevabili

Abilitazione in teoria e pratica per la conduzione ed utilizzo di piattaforma elevabili ai lavoratori di Nolo By Bridge su docenza dell’Ingegnere Antonio Nito e Francesco Nito, Responsabili di Secur Italia

 Abilitazione in teoria e pratica per la conduzione ed utilizzo di piattaforma elevabili ai lavoratori di Nolo By Bridge su  docenza dell'Ingegnere Antonio Nito e Francesco Nito, Responsabili di Secur Italia
Ingegnere Antonio Nito e Francesco Nito, Responsabili di Secur Italia
 Abilitazione in teoria e pratica per la conduzione ed utilizzo di piattaforma elevabili ai lavoratori di Nolo By Bridge su  docenza dell'Ingegnere Antonio Nito e Francesco Nito, Responsabili di Secur Italia
 Abilitazione in teoria e pratica per la conduzione ed utilizzo di piattaforma elevabili ai lavoratori di Nolo By Bridge su  docenza dell'Ingegnere Antonio Nito e Francesco Nito, Responsabili di Secur Italia

Green Pass e Super Green Pass

Pubblicato il 26 novembre il nuovo Decreto Legge n. 172 che introduce alcuni obblighi e restrizioni, soprattutto per chi non è ancora in possesso della Certificazione Verde (Green Pass), tra le quali:

  • l’obbligo di possedere il Green Pass per gli ospiti degli alberghi e per l’utilizzo del trasporto pubblico locale;
  • alcune restrizioni per chi possiede una Certificazione Verde COVID 19 rilasciata a seguito di tampone antigenico o molecolare;
  • la riduzione della durata del Green Pass rilasciato a seguito di vaccinazione, che passa da 12 a 9 mesi;
  • l’estensione dell’obbligo vaccinale ad alcune categorie di lavoratori, ulteriori rispetto al personale sanitario.

Vediamo di seguito quali sono le novità introdotte da questo nuovo Decreto Legge.

I GREEN PASS SONO TUTTI UGUALI?

La risposta è no, nel senso che ormai siamo di fronte a due tipi di Green Pass. Ed ecco il motivo che spinge alcuni a parlare di “Super Green Pass”, intendendo con tale termine il Green Pass ottenuto tramite ciclo vaccinale o a seguito di guarigione da COVID19.

Il D.L. 177/21 stabilisce che il Super Green Pass entra in vigore:

  • in zona bianca dal 6 dicembre al 15 gennaio 2021
  • in zona gialla e arancione dal 29 novembre e senza una scadenza temporale.

Come detto, il Super Green pass è rilasciato unicamente in caso di avvenuta vaccinazione o guarigione dal Covid19 e consente l’accesso a:

  • spettacoli
  • eventi sportivi
  • ristoranti al chiuso
  • feste e discoteche
  • cerimonie pubbliche

Ovviamente, quanto appena detto non si applica ai minori di 12 anni.

Il “vecchio” Green pass (ormai depotenziato), ottenuto con un tampone rapido o molecolare negativo, è necessario invece:

  • per accedere a luoghi di lavoro, compresa la mensa interna;
  • sui treni ad alta velocità e in aereo, per servirsi del trasporto ferroviario regionale e del trasporto pubblico locale (bus, tram e metro)
  • per i collegamenti effettuati per mezzo di traghetti sullo Stretto di Messina e nei collegamenti marittimi da e per le isole Tremiti;
  • per soggiornare in albergo e per l’accesso a servizi annessi, come il ristorante;
  • per accedere agli spogliatoi di palestre e piscine per lo svolgimento di attività sportiva anche all’aperto.

In zona bianca e gialla per l’accesso agli impianti di sci (funivie, seggiovie, ecc.) serve il semplice Green pass. In zona arancione solo chi ha il Super Green pass può accedere agli impianti, mentre in zona rossa gli impianti sono chiusi anche per chi ha il Super Green pass.

È OBBLIGATORI IL POSSESSO DEL GREEN PASS PER GLI OSPITI DELLE STRUTTURE RICETTIVE?

Si, come visto in precedenza, il Decreto Legge 127/2021 introduce l’obbligo per gli alberghi e a tutte le strutture ricettive in generale (ostelli, pensioni, B&B) di richiedere il Green Pass (e non il Super Green Pass) ai propri ospiti per consentire loro l’accesso, il soggiorno e l’utilizzo di tutti i servizi offerti, quali ad esempio:

  • Ristorante
  • Palestra
  • Piscine
  • Centri Benessere

QUANTO DURA LA VALIDITÀ DEL GREEN PASS?
Il D.L. 172/21 riduce la validità del Green Pass da 12 a 9 mesi dalla data di completamento del ciclo vaccinale.

Rimane invece invariata la durata del Green Pass ottenuto tramite:

  • tampone antigenico (rapido) – durata di 48 ore
  • molecolare – durata di 72 ore

OBBLIGO VACCINALE ESTESO A CHI?

Dal 15/12/2021, l’obbligo vaccinale per la prevenzione dell’infezione COVID19, per la somministrazione della dose di richiamo, entro i termini di validità dei Green Pass previsti, si applica anche alle seguenti categorie:

  • personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore;
  • personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale, nonché degli organismi di cui agli articoli 4, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 124;
  • personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture sanitarie di cui all’art. 8 ter del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, ad esclusione di quello che svolge attività lavorativa con contratti esterni;
  • personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa alle dirette dipendenze del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria o del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, all’interno degli istituti penitenziari per adulti e minori.

Nei casi sopra elencati la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati.

I dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni interessate, provvedono alla sostituzione del personale docente sospeso mediante l’attribuzione di contratti a tempo determinato che si risolvono di diritto nel momento in cui i soggetti sostituiti, avendo adempiuto all’obbligo vaccinale, riacquistano il diritto di svolgere l’attività lavorativa.

Fonte: https://www.vegaengineering.com/

Arriva il super green pass: cosa cambia, anche in zona bianca

Il governo prova ad arginare i possibili effetti della quinta ondata (non quarta, come erroneamente tutti dicono, perché in Italia la pandemia è arrivata prima) fissando regole più severe. Oggi martedì 23 i ministri Speranza e Gelmini discuteranno le nuove norme con i presidenti delle Regioni. Poi il premier Draghi riunirà la Cabina di regia e dopo il Consiglio dei ministri.

Super green pass, cosa significa

In un primo incontro interlocutorio con il governo, le Regioni hanno chiesto di “premiare chi si vaccina”, spingendo per dare il via libera a un nuovo decreto Covid che preveda restrizioni non per tutti, ma solo per chi ha deciso di non sottoporsi al ciclo di immunizzazione.

L’ipotesi più accreditata sembrava essere, almeno fino a poco fa, quella di introdurre più restrizioni solo in zona arancione e rossa per chi non è vaccinato, e non abbia contratto il Covid negli ultimi 6 mesi. Ma a questo punto il governo potrebbe sposare l’approccio più duro dei governatori, portando le stesse regole anche in zona bianca.

“Sembra prevalere l’ipotesi di mettere in atto il piano se una regione passa in arancione, che prevede l’obbligo di chiusure e limitazioni” ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. In quel caso ci sarebbero corsie preferenziali per i vaccinati, che potrebbero continuare a frequentare i luoghi di socializzazione, come teatri, cinema o ristoranti, contrariamente ai no vax. “Per chi decide di non vaccinarsi è giusto garantire il diritto al lavoro e i diritti primari, ma se una persona non si vaccina è giusto che abbia qualche restrizione in più”.

Le ipotesi sul tavolo sono diverse.

Terza dose vaccino

Si attendeva da giorni ed è arrivata la decisione. Dopo l’ok del Cts e dell’Aifa, il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che la terza dose andrà fatta dopo 5 mesi dalla seconda inoculazione, senza attendere i 6 mesi previsti sinora (qui chi deve prenotare la terza e come fare in ogni Regione).

Durata green pass

Ormai praticamente certo che la validità del green pass verrà ridotta di 3 mesi: il certificato verde non durerà più 12 mesi, ma 9.

Super green pass e restrizioni per i non vaccinati

Prosegue il pressing di alcune Regioni per differenziare le misure restrittive: l’ipotesi, che il governo sembra intenzionato ad abbracciare, è quella di rilasciare il green pass solo ai vaccinati e ai guariti. Stop, dunque, al green pass con i tamponi: questo sarebbe il “super” green pass, o green pass rafforzato.

In questo caso, i non vaccinati non potrebbero più partecipare alle attività culturali, sociali e ricreative perché non basterebbe più il tampone. Si attiverebbe così una vera e propria lista di luoghi chiusi ai no vax: bar e ristoranti, palestre e piscine, cinema e teatri, discoteche, stadi e feste dopo le cerimonie (dei possibili effetti collaterali della terza dose abbiamo parlato qui).

Obbligo vaccino

Draghi e la sua squadra stanno valutando se rendere obbligatorio il vaccino per alcune categorie. L’obbligo di effettuare la terza dose scatterà sicuramente per il personale sanitario e per i lavoratori che entrano nelle Rsa per anziani.

Poi, potrebbe toccare a insegnanti, forze dell’ordine e dipendenti pubblici, ma tutto è ancora da definire (dei possibili effetti collaterali della terza dose abbiamo parlato qui).

Green pass al lavoro

Per il momento non sembra essere nelle corde del governo l’idea di imporre l’obbligo di vaccino a tutti i lavoratori.

I lavoratori non vaccinati potrebbero continuare ad ottenere il green pass sottoponendosi a tampone.

Tamponi

Sembra decisa la riduzione della validità del tampone molecolare a 48 ore e dell’antigenico a 24 ore, ma si attende il parere del Cts.

Mascherine

Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe anche arrivare l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto anche in zona bianca. Oggi la mascherina all’aperto è obbligatoria solo dalla zona gialla in poi.

Green pass sui mezzi di trasporto

Tutto tace rispetto all’ipotesi di imporre l’obbligo di green pass anche per il trasporto pubblico. Su autobus, tram e metro ad oggi non c’è, e il governo non sembra intenzionato a cambiare le cose, nonostante se ne stia parlando.

Chi non è vaccinato potrà invece continuare a prendere treni ad alta velocità e aerei anche solo con il tampone.

Stato di emergenza

Lo stato di emergenza, in scadenza il 31 dicembre, sarà prorogato fino al 31 gennaio 2022, quando scadranno i 2 anni dall’inizio della pandemia dichiarata

Fonte: https://quifinanza.it/

Sicurezza sul lavoro, non basta parlarne


Quasi due ogni mese. Sono 18 le morti di lavoro in Liguria tra gennaio e novembre 2021. L’ultima pochi giorni fa: un operaio schiacciato dal carico di una gru in un cantiere in Val Polcevera. Il drammatico contraltare di una regione con 11mila occupati in meno rispetto al 2020 e dove la ripresa è fatta per oltre il 90 per cento di lavoro flessibile, precario e a tempo determinato. In una inquietante crescita parallela delle statistiche della disoccupazione e degli inattivi e quelle degli infortuni.
Oltre 12 mila incidenti denunciati. Più di mille rispetto allo scorso anno, con una percentuale da maglia nera del nord-ovest.
Le poche ispezioni ai ponteggi, ai macchinari e alle attrezzature rivelano irregolarità nel 66 per cento dei casi. Sopra la media nazionale.

Difficile ridurre solo a fatalità, disattenzione dei singoli, sfortuna. Tutte cose che pure esistono. Ma le cause vere sono altre. E stanno nel lavoro senza qualità, da accettare comunque al di là dei ritmi, degli orari, delle protezioni. Con la paura di precipitare nell’esercito dei disoccupati. Perché la sottovalutazione della sicurezza va di pari passo con la frammentazione e la desocializzazione dei lavori, i bassi salari, la catena dei sub appalti e dei sub-sub appalti. È in questo universo dove i confini tra lavoro legale e lavoro nero sono sempre più opachi, dove si lavora come e peggio di cinquant’anni fa, che si muore di lavoro o si è infortunati non di rado in modo permanente. Il lato oscuro di un tessuto di piccole e piccolissime imprese che convivono con l’industria 4.0, l’automazione, il controllo digitale dei processi. Per altro algoritmi e arretratezza produttiva possono anche coincidere nell’assenza di tutele e di prevenzione. Mentre sempre più il lavoro appare come dematerializzato, privato del corpo così come è largamente privo di rappresentazione sociale.

In Italia da gennaio a settembre del 2021 le morti per lavoro sono state 910, comprendendo anche chi ha perso la vita per aver contratto il covid svolgendo la propria attività e i decessi burocraticamente definiti “in itinere”, cioè avvenuti sul percorso tra il lavoro e l’abitazione, largamente dipendenti da stress, fretta, allentamento dei riflessi. Dati Inail. Per l’Osservatorio Indipendente di Bologna i numeri sono assai più alti, 1244 di cui 609 sui luoghi di lavoro e 170 in conseguenza del contagio. Ma anche rimanendo alle cifre ufficiali siamo a più di tre morti al giorno. Sono i contorni di una strage, per usare le parole non soltanto dei sindacati ma del presidente Draghi. Nel 2020 abbiamo toccato la punta di 1270 vittime di cui un terzo collegabili al contagio del virus. Largamente medici e infermieri, in maggioranza donne. In Liguria dal gennaio 2020 al marzo 2021 le morti per covid per lavoro sono state 21, a livello nazionale 551. La pandemia ha inciso in modo significativo sulla sequenza storica, così come, all’opposto, ha pesato il lockdown e l’interruzione di molte attività, ma i morti di lavoro sono stati 1133 nel 2018, 1029 nel 2017, 1108 nel 2016. Oltre 20mila in un decennio.
Certo, non siamo più ai 4349 morti del 1962, in pieno miracolo economico. Le grandi vertenze degli anni 70 per le condizioni del lavoro e il diritto alla salute hanno portato a una legislazione adeguata, a una crescita di consapevolezza nei lavoratori come nelle imprese. Ma questo vale soprattutto per la grande fabbrica dove sono aumentati gli standard, la cultura della sicurezza, le tecnologie. Molto meno, appunto, per il lavoro sfrangiato, a partire dall’edilizia, l’agricoltura, i trasporti. Dove sono più elevati i comportamenti insicuri, più labile il sindacato e più forti i ricatti. Nelle costruzioni, effetto distorto della rincorsa al superbonus, i decessi sono stati 87 contro i 73 del 2020, le denunce 21mila a fronte di 18mila. Con una sempre maggior difficoltà delle strutture pubbliche, ridotte ai minimi termini, di intervenire prima e non dopo. Nel disastro della sanità pubblica degli ultimi decenni ci stanno anche 1900 ispettori in meno rispetto al 2017.
Ed è giusto dire che serve più formazione dei lavoratori ma questa non coincide con il lavoro povero e la svalorizzazione del capitale umano. Abbiamo piuttosto bisogno di una nuova cultura della prevenzione e, insieme, dei diritti. E di affrontare da subito l’emergenza con l’assunzione di operatori e più controlli ma, prima cosa, con l’immediata sospensione e il non accesso agli appalti delle imprese che non rispettano le norme di sicurezza. Ancora una volta torniamo alle scelte che devono collegarsi al Piano di Ricostruzione. Perché serve più lavoro, ma lavoro buono.

Fonte:http://larepubblica.it

Estratto dell’intervista su invito a Radio Punto Zero

Estratto dell’intervista dell’Ingegnere Antonio Nito ed il Rappresentante Legale di Secur Italia, doc. Francesco Nito

Il Rappresentante Legale di Secur Italia, doc. Francesco Nito e l’Ingegnere Antonio Nito ai microfoni di Radio Punto Zero per SECUR ITALIA

Ing.Antonio Nito ed il Dott. Francesco Nito a Radio Punto Zero – Secur Italia

In data odierna l’Ingegnere Antonio Nito ed il Responsabile Secur Italia Francesco Nito, hanno evidenziato nell’intervento in diretta su Radio Punto Zero, le difficoltà di applicazione delle procedure riferite agli adempimenti antinfortunistici e indicato alcuni miglioramenti che il Datore di Lavoro,i n modo semplice ed efficace,può apportare a tutela e salvaguardia di possibili infortuni sul lavoro.

Come gestire la verifica del green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro?

FACCIAMO CHIAREZZA!

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:

  • Normativa, green pass e campo di applicazione
  • Compiti e responsabilità per la verifica del green pass
  • Istruzioni operative per le modalità operative di controllo

Normativa, green pass e campo di applicazione

Riprendiamo dal documento una breve introduzione del “Decreto green pass” ( decreto legge 127/2021) che “rende obbligatorio il possesso di green pass a tutti i lavoratori, sia pubblici che privati”.

Il green pass, o Certificazione verde COVID-19, “è una certificazione emessa attraverso la piattaforma nazionale del Ministero della Salute che attesta una delle seguenti condizioni: l’avvenuta vaccinazione del cittadino contro il Covid-19, la guarigione da tale virus nei sei mesi precedenti o l’esito negativo dopo aver effettuato un test per la rilevazione di questo”.

Il Decreto “Green Pass” si applica a tutti i lavoratori.

Sono quindi compresi:

  • “lavoratori dipendenti
  • studi professionali
  • lavoratori autonomi
  • soggetti che svolgono a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa o di formazione (come stagisti) o di volontariato, anche in forza di contratti esterni, inclusi i collaboratori familiari (badanti, colf e baby sitter)”.

Sono, invece, esclusi “i lavoratori esenti dalla campagna vaccinale in base ad idonea certificazione medica”.

Compiti e responsabilità per la verifica del green pass

Le istruzioni operative presentate indicano che “la procedura deve essere trasmessa a tutto il personale operativo interessato, previa avvenuta formazione di cui è responsabile il Datore di Lavoro anche nel tramite di suoi incaricati”. E scopo del documento è definire le “modalità di controllo del possesso della Certificazione Verde ( Green Pass) per l’accesso ai luoghi di lavoro, formazione o di volontariato”.

Le disposizioni presenti nel documento “si applicano durante l’attività lavorativa all’interno ed all’esterno dell’azienda”. La presente procedura è predisposta in applicazioni alle disposizioni vigenti ed indica “le modalità operative per gli incaricati al controllo”.

Riprendiamo in breve i compiti e le responsabilità in merito alla procedura:

  • Emissione: QSA (Unità qualità sicurezza ambiente) – SPP (Unità Servizio di Prevenzione e Protezione)
  • Controllo: SPP – QSA – MC (Medico Competente) – RLS (Rappresentanti Lavoratori per la Sicurezza)
  • Approvazione: DL (Datore di Lavoro)
  • Coinvolgimento: RLS, MC
  • Attuazione: DL – IC (Incaricato al controllo)

Istruzioni operative per le modalità operative di controllo

Riprendiamo infine alcune delle indicazioni operative presenti nel documento:

  1. IC, a campione e prioritariamente al momento dell’ingresso, richiede a IN (Interessato) “il QR Code (digitale o cartaceo) del proprio certificato verde (Green Pass)
  2. IC al controllo attraverso l’APP “VerificaC19” provvede alla lettura del QR Code
  3. L’APP mostrerà a IN codeste informazioni:
  • validità della certificazione verde (Green Pass);
  • nome cognome e data di nascita dell’intestatario.
  1. Per accertare l’identità di IN, IC richiede/potrà richiedere documento di identità in corso di validata per accertare la corrispondenza dei dati”.

Si segnala che IC “non ha potestà di richiedere documento d’identità a IN che l’ha esibito per verificare la corrispondenza con il nome riportato su green pass; ciò a meno che non vi siano incongruenze legate al sesso o alla data di nascita indicata sul green pass. Ovvero il documento di identità deve essere richiesto nel caso in cui (a titolo non esaustivo):

  • venga visualizzato un nome femminile per una certificazione esibita da un uomo o viceversa;
  • il soggetto risulti più giovane/anziano rispetto alla data di nascita riportata su green pass
  • nel caso in cui IC conosca il nome di IN, deve verificare che il nome riportato su green pass corrisponda a quello che lo esibisce”.

Continuiamo con le indicazioni operative:

  1. “IC consente l’accesso ai luoghi di lavoro a IN che seppur sprovvisto di Certificazione Verde ( Green Pass), è in possesso di certificazione medica di esonero dalla campagna vaccinale per COVID19 conforme alle indicazioni del Ministero della Salute per gli esonerati dalla vaccinazione. In particolare, nella certificazione di esenzione saranno presenti le seguenti informazioni (a titolo non esaustivo):
  • i dati identificativi del soggetto interessato (nome, cognome, data di nascita);
  • la dicitura: “soggetto esente alla vaccinazione anti SARS-CoV-2: certificazione valida per consentire l’accesso ai servizi e attività di cui al comma 1, art. 3 del DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n 105 e smi;
  • la data di fine di validità della certificazione, utilizzando la seguente dicitura ‘certificazione valida fino al…………………..’ ;
  • dati relativi al Servizio vaccinale della Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale in cui opera come vaccinatore COVID-19 (denominazione del Servizio – Regione);
  • timbro e firma del medico certificatore (anche digitale), numero di iscrizione all’ordine o codice fiscale del medico certificatore.
  1. IC non consente l’accesso all’interessato qualora l’applicazione darà esito negativo per la verifica della validità del certificato verde presentato o qualora l’interessato non esibisca il certificato verde ( Green Pass);
  2. IC non consente l’accesso all’interessato che presenta Certificazione Verde (Green Pass) con dati anagrafici differenti da quelli indicati nel documento di identità;
  3. IC al controllo comunica a DL l’eventuale esito negativo della verifica della certificazione verde anche nel tramite di modulistica ad hoc;
  4. IC non deve effettuare:
    1. fotografie
    2. copie cartaceo o digitali di documenti di identità o certificazioni Verdi (Green Pass)

Inoltre:

  • “IC al controllo non conserva alcuna informazione relativamente alle attività di verifica delle certificazioni Verdi.
  • IC, non può cedere l’incarico se non autorizzato da DL;
  • IC avverte DL qualora riscontri situazioni non previste dalla presente procedura”.

Altresì DL/IC non deve chiedere a IN:

  • “sono/non sono vaccinati;
  • se possono vaccinarsi e/o perché no;
  • se sussiste l’intenzione di vaccinarsi;
  • motivazioni legate alla propria scelta”.

Si sottolinea ancora che l’unica informazione che il DL/IC deve richiedere e gestire è se IN è dotato al momento di green pass o meno”. Non può quindi chiedere se il green pass in possesso “è stato rilasciato a seguito di (a titolo non esaustivo): vaccinazione, guarigione, test rapido ecc.. DL, o chi per esso, non può chiedere a IN se vaccinati, se possono/vogliono vaccinarsi ed eventuali motivazioni per evitare situazioni discriminatorie legate alle diverse convinzioni personali e/o alle condizioni di salute di IN. L’obiettivo delineato è quello di tutelare la privacy di coloro che non vogliono/non possono vaccinarsi a causa di patologie preesistenti o condizioni di salute non idonee”.

Fonte: https://www.puntosicuro.it/

Morti sul lavoro, Governo: se l’azienda non rispetta le norme sulla sicurezza sarà chiusa subito

Tre morti sul lavoro al giorno. Questa è l’impietosa media delle morti bianche in Italia. I sindacati da tempo cercano di far sentire la propria voce con proposte di inasprimento delle sanzioni nei confronti delle aziende che omettono di rispettare protocolli e norme. E ora sembra arrivato il momento di un provvedimento governativo.

Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Tirreno in edicola oggi in questi giorni un vertice che vedrà la presenza, in particolare, del Presidente del Consiglio Mario Draghi e del Ministro del Lavoro Andrea Orlando scoglierà i nodi principali sulle misure da prendere. Sia con riguardo al lavoro nero che alle violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro:

”oggi il limite di presenza di lavoratori irregolari per far scattare la sospensione dell’attività è il 20%; l’idea è di abbassarla al 10. Ma il fronte più caldo è proprio quello relativo a infortuni e incidenti mortali. Oggi, oltre al sequestro del macchinario a opera della magistratura scatta lo stop alle attività solo in caso di recidiva nei cinque anni successivi al primo episodio, cioè quando l’imprenditore viene pescato almeno due volte a violare le norme sulla sicurezza. Al governo si pensa a eliminare il vincolo della recidiva e far scattare la chiusura sulla base della gravità dell’incidente”.

Fonte: https://tuttolavoro24.it/

Green Pass- Cosa cambia dal 15 Ottobre.

Dal 15 ottobre si cambia: green pass obbligatorio per tutti i dipendenti pubblici e privati. L’obbligo scatta in tutti i luoghi di lavoro: nelle fabbriche, negli uffici, negli studi professionali. Lo ha stabilito il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre. Per i lavoratori privati e pubblici senza green pass la sospensione dello stipendio scatta dal primo giorno.

Nelle imprese con meno di 15 dipendenti la sospensione scatta dal quinto giorno.

L’obiettivo è incrementare le vaccinazioni prima che, con l’arrivo dell’inverno, risalga la virulenza del nuovo coronavirus. Il provvedimento sull’estensione dell’obbligo di green pass in tutti i luoghi di lavoro, ha detto il premier Mario Draghi, è «un decreto per continuare ad aprire il Paese». Ecco domande e risposte per conoscere le nuove regole.

L’OBBLIGO DI GREEN PASS

Quando scatta l’obbligo di green pass per il mondo del lavoro?

L’obbligo di ingresso in ufficio con il green pass scatta dal 15 ottobre per tutti i dipendenti pubblici. Vale anche per chiunque svolga una attività lavorativa nel settore privato, per accedere al posto di lavoro è necessario possedere ed esibire su richiesta la certificazione verde.

L’obbligo è previsto anche negli uffici delle Autorità amministrative indipendenti?

Sì, l’obbligo si applica anche alle Autorità amministrative indipendenti, comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, Banca d’Italia. Si applica anche agli enti pubblici economici e agli organi di rilievo costituzionale. L’obbligo è esteso anche ai titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice.

Gli organi costituzionali devono adeguare le loro regole all’obbligo di green pass?

C’è l’invito per Quirinale, Camera, Senato e Corte costituzionale ad adeguare il proprio ordinamento alle nuove disposizioni.

Deve avere la certificazione verde anche chi svolge volontariato o formazione?

Il green pass diventa obbligatorio anche per chi svolge, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nella Pa o da privati, anche con contratti esterni.

Le nuove regole si applicano anche agli esenti?

No, l’obbligo di green pass non si applica ai soggetti esenti in possesso di idonea certificazione.

Negli uffici giudiziari scatta l’obbligo del green pass?

Sì, l’obbligo scatta dal 15 ottobre anche negli uffici giudiziari. Magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, avvocati e procuratori di Stato, componenti delle commissioni tributarie non potranno accedere agli uffici senza green pass. Le disposizioni si applicano anche ai magistrati onorari, mentre non si applicano agli avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo.

L’obbligo di pass riguarda colf e baby sitter?

Sì, l’obbligo scatta per tutte le categorie, compresi i collaboratori familiari, dalle colf alle baby sitter.

Green pass obbligatorio anche per l’idraulico e l’elettricista?

L’obbligo di green pass si applica anche all’idraulico o all’elettricista che svolge il suo lavoro nel pubblico e nel privato.

Le partite Iva devono avere il certificato verde?

Sì, è stato stabilito che l’obbligo scatta anche per le partite Iva. Vuol dire che il pass vale anche per gli studi professionali e per i fornitori.

Basta il green pass per accedere al pronto soccorso?

No, con la conversione in legge del primo decreto green pass, anche se muniti di certificato verde, si può entrare in pronto soccorso solo con il risultato negativo di un tampone. Fanno eccezione solo i casi di oggettiva impossibilità dovuta all’urgenza, valutati dal personale sanitario.

Per partecipare a matrimoni e comunioni i minori di 12 anni devono avere il green pass?

I minori di 12 anni sono esentati dall’obbligo di green pass per partecipare a matrimoni e comunioni. Così come per tutte le altre attività per le quali erano già esplicitamente esentati a norma di legge, come i ristoranti e le piscine al chiuso, le palestre, i musei, i teatri, i cinema ecc. Si tratta, infatti, di persone escluse per età dalla campagna vaccinale.

SOSPENSIONE STIPENDIO

Quando scatta la sospensione dello stipendio nel settore pubblico?

Per i dipendenti della Pubblica amministrazione la restribuzione viene sospesa dal primo giorno in cui si presentano al lavoro senza la certificazione verde. Non sono previste conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Quando scatta la sospensione dello stipendio nel settore privato?

I dipendenti privati che comunicheranno di non avere il green pass o che non saranno in grado di esibirlo all’accesso nel luogo di lavoro saranno considerati assenti senza diritto alla retribuzione fino alla presentazione del certificato verde. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Per le imprese con meno di 15 dipendenti la sospensione dall’attività lavorativa scatta dal quinto giorno di mancata presentazione della certificazione verde e la durata può corrispondere a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione. E comunque per un periodo non superiore a 10 giorni e non oltre il termine del 31 dicembre 2021.

Il datore di lavoro può sostituire il lavoratore sospeso?

Solo nelle imprese con meno di 15 dipendenti. Il decreto prevede infatti che la sospensione in caso di mancata presentazione della certificazione verde (che scatta dal quinto giorno) possa corrispondere alla durata del contratto di lavoro per la sostituzione. Comunque per un periodo non superiore a 10 giorni e non oltre il termine del 31 dicembre 2021

VALIDITÁ DEL GREEN PASS

Quanto tempo è valido il green pass per chi ha completato il ciclo vaccinale?

Per le persone che hanno completato il ciclo vaccinale il certificato verde è valido un anno dalla data dell’ultima somministrazione, grazie alla previsione introdotta nella fase di conversione in legge del primo decreto Covid. Anche per il vaccino a dose unica J&J.

Da quando scatta la validità del green pass per i guariti Covid che hanno fatto la prima dose di vaccino?

I guariti dal Covid non dovranno più attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino anticovid per avere il green pass, ma lo otterranno subito dopo la prima somministrazione.

Dopo un tampone per quanto rimane valido il green pass?

La certificazione verde che arriva dopo un tampone molecolare o antigenico rapido negativo è valida 48 ore dall’ora del prelievo del tampone. Il governo ha già dato parere favorevole all’estensione a 72 ore della validità solo del tampone molecolare (si tratta di un emendamento al decreto green pass in Parlamento).

Dopo la prima dose di vaccino si devono ancora attendere 15 giorni?

Sì, si continuano ad attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino anticovid per avere il green pass.

I CONTROLLI

Chi deve effettuare i controlli sugli obblighi del green pass nel mondo del lavoro?

I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti a verificare il rispetto degli obblighi di green pass per l’ingresso al lavoro nella Pa. Il controllo viene effettuato anche sui soggetti che svolgono formazione o volontariato. Entro il 15 ottobre i datori di lavoro definiranno le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, e individueranno i soggetti incaricati dei controlli al momento dell’accesso al lavoro e delle contestazioni delle violazioni.

LE SANZIONI

Sono previste sanzioni pecuniarie per lavoratori senza pass?

Sono previste sanzioni pecuniarie tra i 600 e 1.500 euro per i lavoratori sorpresi all’interno del luogo di lavoro senza green pass. Restano ferme le conseguenze disciplinari previste dai diversi ordinamenti di appartenenza.

Che succede a chi presenta una certificazione verde falsa?

Due le possibili frodi: contraffare o acquistare un certificato falso; spacciarsi per un’altra persona mostrando la certificazione di un’altra persona. Chi falsifica una certificazione verde rischia di incorrere nel reato di falsità materiale commessa dal privato: la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni, ridotta fino a un terzo. Chi usa un pass falso senza aver preso parte alla contraffazione commette il reato di uso di atto falso, ma le pene sono ulteriormente ridotte di un terzo.

Sono reati procedibili d’ufficio: chiunque potrà denunciare la falsa certificazione, sia il personale addetto al controllo, sia qualsiasi altra persona. A carico di chi utilizza la certificazione di altri potrebbe applicarsi anche il reato di sostituzione di persona, punito con la reclusione fino a un anno. Per il delitto di sostituzione di persona non sono necessari i raggiri tipici della truffa. Quindi esibire un certificato verde di un’altra persona può far scattare il reato di sostituzione di persona.

I lavoratori privati che non presentano il green pass saranno licenziati?

No, saranno sanzionati: sanzioni pecuniarie e sospensione dello stipendio dal primo giorno per assenza ingiustificata. Non è previsto il licenziamento.

Sono previste sanzioni per le farmacie che non rispettano per i tamponi i prezzi calmierati stabiliti nei protocolli d’intesa?

Sì, è prevista una sanzione amministrativa da mille a 10mila euro. Il prefetto può anche disporre la chiusura dell’attività per 5 giorni, compatibilmente con le esigenze di continuità del servizio.

TAMPONI

Sono previsti tamponi gratuiti per chi non è vaccinato?

Il tampone sarà gratuito solo per le persone fragili.

Ci sono prezzi calmierati per i tamponi?

Il prezzo calmierato per i tamponi rapidi nelle farmacie convenzionate è stato prorogato dal 30 settembre al 31 dicembre 2021. Si pagano 15 euro, anziché 22, per gli adulti e 8 euro dai 12 ai 18 anni.

Per ottenere il green pass bastano anche solo i tamponi salivari?

Sì, è una delle novità che arrivano dalla conversione in legge del primo decreto green pass. Il pass è valido 48 ore.

C’è obbligo di tampone anche per accedere al pronto soccorso?

Sì, con la conversione in legge del primo decreto green pass è arrivato l’obbligo di tampone negativo, anche se muniti di green pass, per entrare nei pronto soccorso. Fanno eccezione solo i casi di oggettiva impossibilità dovuta all’urgenza, valutati dal personale sanitario.

RESIDENZE SANITARIE OBBLIGATORIE

Quando scatta l’obbligo vaccinale nelle Rsa?

La data che impone l’obbligo vaccinale nelle Rsa scatta dal 10 ottobre.

Nelle Rsa sono consentite visite giornaliere?

La conversione in legge del primo decreto Covid consente visite giornaliere agli ospiti delle strutture residenziali come Rsa (residenze sanitarie obbligatorie), Rsd (Residenza sanitarie per disabili), hospice, da parte dei familiari muniti di green pass. Ai familiari deve essere consentito anche di prestare assistenza quotidiana nel caso in cui la persona ospitata sia non autosufficiente.

fonte: https://www.ilsole24ore.com/