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Catalogazione dei rischi aziendali

Rischi aziendali

I rischi aziendali che possono tradursi in un danno per i lavoratori sono di tre specie:

  • Rischi per la salute

Appartengono a questa categoria i rischi dovuti ad esposizione agli agenti chimici, cancerogeni e mutageni, oppure agli agenti fisici o biologici. Sono quelli che maggiormente incidono sull’aspetto fisico e biologico dei lavoratori che svolgono mansioni in cui è richiesta l’esposizione o il contatto con agenti nocivi, laddove per contatto si intende anche l’esposizione agli agenti fisici, cioè le fonti di emissione di rumori, vibrazioni, ultrasuoni e radiazioni, i cui effetti non sono immediatamente visibili.

  • Rischi per la sicurezza

Riguardano tutte le situazioni dalle quali può derivare un incidente sul lavoro provocato da un contatto traumatico con uno strumento o con una struttura mobile presente in azienda.

E’ questo il caso dei danni riportati in conseguenza di carenze strutturali, per mancanza di apparecchiature di emergenza o per assenza di protezioni sugli apparecchi e sui macchinari, oppure derivanti da impianti elettrici non protetti o come conseguenza di esplosione o incendio.

  • Rischi trasversali o organizzativi

Sono i rischi che dipendono dalle cosiddette “dinamiche aziendali”, cioè dall’insieme dei rapporti lavorativi, interpersonali e di organizzazione che si creano all’interno di un ambito lavorativo. L’organizzazione del lavoro, ad esempio, svolge un ruolo fondamentale soprattutto per quanto riguarda l’intensità del lavoro sia dal punto di vista psicologico che fisico, quindi i rischi che ne possono derivare devono essere attentamente valutati dal datore di lavoro e dal medico competente.

 

A questa catalogazione dei rischi è stato aggiunto negli ultimi anni un rischio particolare denominato “rischio di stress da lavoro correlato”, il quale viene considerato uno dei più difficili da individuare a causa dell’assenza di un danno causato immediatamente riscontrabile. A questa tipologia appartengono soprattutto quei rischi di origine psico-sociale che colpiscono l’aspetto emotivo del lavoratore.

 

Lo sviluppo da parte del datore di lavoro di strumenti idonei a programmare una distribuzione più equa o più gratificante del carico delle mansioni da svolgere, possono essere degli ottimi metodi per migliorare le condizioni lavorative. Parallelamente è necessario che anche i lavoratori frequentino dei corsi formativi per saper riconoscere le forme nocive di stress e per imparare a gestirlo positivamente.

In caso di nuova impresa, entro quanto tempo Il Datore di Lavoro deve di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)?

Quali aziende sono esonerate dall’obbligo di redigere il DVR?

La redazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR) è obbligatoria per tutte le aziende con almeno un dipendente.

Non vi è l’obbligo di redigere il DVR per le aziende che non hanno dipendenti (liberi professionisti, imprese a gestione familiare, ditte individuali, aziende con un unico socio lavoratore).

La redazione del DVR deve essere fatta in collaborazione con il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, il Medico Competente aziendale e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

In caso di nuova impresa, il Datore di Lavoro deve redigere tale documento non oltre 90 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.

Perché redigere il DVR?

La normativa vigente (D.Lgs.81/08) obbliga il Datore di Lavoro a redigere il DVR con lo scopo di prevenire e ridurre i danni per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

La redazione del DVR è un obbligo che il Datore di Lavoro non può delegare.

Il DVR va aggiornato?

Si ricorda che il DVR deve essere aggiornato periodicamente, in particolar modo in presenza d’infortuni significativi, in seguito ad una modifica dei processi aziendali, o qualora i risultati della sorveglianza sanitaria ne rivelino l’esigenza.

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Gli estintori

Se l’incendio è di piccole dimensioni si può agire subito utilizzando gli estintori a disposizione.

Gli estintori devono essere scelti in base alla loro azione sul materiale combustibile. Possiamo distinguere :

  • Schiuma: Ha azione soffocante e raffreddante.Va versata sul combustibile nel modo meno violento possibile; non usare su elementi in tensione, prodotti reattivi o beni deteriorabili;
  • Acqua: Serve soprattutto a raffreddare, soffocare e separare. In un combustibile incendiato quindi, è meglio utilizzare acqua frazionata in modo da ripartirla su una superficie maggiore possibile. Inoltre  l’acqua va utilizzata anche su materiali non ancora coinvolti nell’incendio al fine di evitare l’innesco. Non usare su elementi in tensione metalli e leghe leggere, prodotti reattivi, beni deteriorabili e liquidi infiammabili leggeri;
  • Polvere: Soffoca, raffredda e reagisce per inibizione chimica . Va scaricata sul fuoco dirigendola verso la base dello stesso. Non usare su apparecchiature elettroniche, metalli leggere e beni deteriorabili;
  • Anidride carbonica( CO2): Ha azione di soffocamento e raffreddamento. Agisce saturando il volume interessato all’incendio . Non usare in luoghi aperti o con forti correnti d’aria

Quando si attacca un incendio bisogna ricordare che la capacità di un estintore non è infinita: Dopo 5- 20 secondi l’estintore è scarico. Posizionarsi, se possibile, nella posizione” sopravento” (vento alle spalle) che permette di avvicinarsi al principio d’incendio riducendo l’esposizione a calore da irraggiamento e ai prodotti della combustione; ne consegue anche una buona visibilità durante l’operazione di estinzione .

ATTENZIONE però a non avvicinarsi troppo: mettersi in posizione tale da essere pronti a balzare dietro(un piede avanti e uno indietro) e tenersi sempre una via di fuga alle spalle. La salvaguardia della salute dei lavoratori è sempre il primo e più importante obiettivo.

 

Vigilanza e sanzioni. Chi controlla le aziende? Quando si può arrivare a sospendere l’attività lavorativa?

L’organo di vigilanza(art.13) deputato a controllare il rispetto delle norme in materia di sicurezza e  salute negli ambienti di lavoro è costituito dal personale ispettivo che opera all’interno dei servizi di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Azienda sanitaria Locale e dal personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Oltre all’ASL ance i Vigili del Fuoco , i Carabinieri  svolgono funzioni di vigilanza per la parte specifica competenza.

COME VENGONO DECISI I CONTROLLI?

I controlli da parte del personale ispettivo avvengono :

  • su loro iniziativa;
  • per indagine su infortuni o malattie professionali;
  • su richiesta o segnalazione;

CHE COSA SUCCEDE IN CASO DI ISPEZIONE?

Se un tecnico dell’organo di vigilanza, nel corso di un’ispezione, accerta la violazione di una norma sulla sicurezza o sull’igiene del lavoro, rileva la contravvenzione e obbliga al datore di lavoro a mettersi in regola entro un termine di tempo

Se al ricontrollo,nei tempi fissati, l’ispettore verificherà che è avvenuta la regolarizzazione , il contravventore , dopo aver pagato una sanzione in denaro,non subirà un’azione penale. Invece , se il contravventore non regolarizza la situazione o non paga la multa, sarà la magistratura a perseguire il reato e il soggetto potrà essere arrestato.

QUANDO IL PERSONALE ISPETTIVO PUO’ ARRIVARE A SOSPENDERE L’ATTIVITA’ LAVORATIVA ?

Il personale ispettivo può adottare provvedimenti di sospensione di un’attività imprenditoriale qualora riscontri gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Le violazioni gravi sono?

Il provvedimento di sospensione è attuato anche in caso di impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria(Che cosa si rischia a lavorare in nero?) in misura pari o superiore al 20 % .

 

Obblighi da rispettare per Fisioterapisti

Sicurezza sul lavoro per fisioterapisti

Gli obblighi da rispettare in uno studio di fisioterapisti con almeno un dipendente (con contratto di qualsiasi tipo, con o senza retribuzione), o con uno o più soci lavoranti, sono:

  • DVR  rischi generali + rischi specifici.
  • Valutazione del rischio gravidanza e minori.

Rischi specifici che in genere si devono valutare:

  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHI DERIVANTE DA MOVIMENTI RIPETITIVI
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO POSTURA E MMC
  • STESURA PROCEDURA PER UTILIZZO ATTREZZATURE
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO RADON

N.B. i rischi specifici variano in base alla tipologia idraulico, alla struttura dei locali e ai macchinari presenti, nonchè alle sostanze utilizzate o prodotte. Per questo i rischi sopraindicati sono generali e non specifici per la propria attività.

PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

  • E’ necessario inoltre elaborare il PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE, documento che prevede obbligatoriamente anche la formazione degli addetti sia al primo soccorso che all’antincendio;

COSI COME PREVISTO DALL’ART.36 E 37 DEL DLGS 81/08 E ACCORDO STATO REGIONE DEL 21 DICEMBRE 2011 È NECESSARIO CHE IL DATORE DI LAVORO E I LAVORATORI SVOLGANO DEI CORSI DI FORMAZIONE DI NATURA GENERALE E SPECIFICA PER MACROSETTORE DI APPARTENENZA

  • CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA A TUTTI I LAVORATORI E SOCI LAVORANTI DI 16h (rischio alto)
  • NOMINA E CORSO PER ADDETTO ANTINCENDIO 8h (rischio medio) ad un numero di lavoratori utile a far si che questa figura sia sempre presente in ogni turno di lavoro (sotto le 5 unità anche il datore di lavoro può essere nominato)
  • NOMINA E CORSO PER ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO 12h ad un numero di lavoratori utile a far si che questa figura sia sempre presente in ogni turno di lavoro (sotto le 5 unità anche il datore di lavoro può essere nominato)
  • CORSO DI FORMAZIONE DI RSPP/DATORE DI LAVORO oppure  NOMINA RSPP ESTERNO;
  • CORSO DI FORMAZIONE COME RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI con elezione svolta tra tutti i lavoratori (la nomina deve essere comunicata all’INAIL).;
  • SORVEGLIANZA SANITARIA mediante nomina del medico competente, protocollo sanitario redatto dal medico in virtù dei rischi scaturiti nel Documento di Valutazione e consequenziali esami previsti con registro di idoneità alla mansione da svolgere;

Altri documenti da avere e conservare in azienda: dichiarazione conformità impianto elettrico, libretti d’uso e manutenzione dei macchinari utilizzati, verbali consegna DPI,  registro antincendio, verbali effettuazione informazione lavoratori.

Inoltre assicurarsi di avere:

  • CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO(grande o piccola in base al numero di addetti presenti)
  • ESTINTORI(numero varia in base alla grandezza dei locali)
  •  

    PER CONOSCERE I RISCHI SPECIFICI DI OGNI ATTIVITÀ È UTILE EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO, RICHIEDILO GRATUITAMENTE SU: INFO@SECURITALIA.NET OPPURE SU WHATSAPP 349 1599353

     

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PREVENTIVI PERSONALIZZATI SICUREZZA SUL LAVORO E IGIENE ALIMENTARE

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L’Associazione Secur Italia offre una serie di servizi dedicati alle aziende per l’espletamento degli adempimenti legati alla sicurezza sul lavoro e al sistema HACCP. Mettiamo a disposizione uno staff competente e preparato che può offrire una consulenza professionale completa su sicurezza sul lavoro e igiene alimentare ad aziende di tutte le dimensioni.

A questo associamo un’avanzata piattaforma e-learning tramite la quale eroghiamo tutti i corsi di sicurezza sul lavoro e HACCP, nei limiti delle disposizioni legislative in materia.

Inoltre organizziamo corsi in presenza (in aula o in videoconferenza) per portare a termine i percorso formativi che lo richiedono.

Se vuoi conoscere meglio i nostri servizi o richiedere un preventivo non esitare a contattarci.

Mail: info@securitalia.net

O sulla nostra pagina Facebook

CONSULENZA HACCP

Grazie alla nostra pluriennale esperienza nel settore dell’igiene alimentare, possiamo offrire alle aziende, bar, ristoranti, alberghi, industrie alimentari, mense, ed imprese che operano nel settore agroalimentare e della ristorazione, una consulenza HACCP completa e professionale a costi realmente competitivi che prevede i seguenti servizi:

  • Corsi HACCP per il personale e per i responsabili dell’industria alimentare
  • Redazione e aggiornamento manuale di autocontrollo alimentare
  • Redazione e aggiornamento manuale di rintracciabilità

 

Ottieni subito informazioni utili ed un preventivo gratuito per il servizio di consulenza completa; un nostro consulente, dopo aver analizzato le attività svolte nella vostra impresa alimentare, si occuperà di disporre la tua azienda in regola con quanto disposto dalla normativa, italiana ed europea, sull’ igiene  alimentare.

 

L’autocontrollo alimentare è infatti obbligatorio per qualsiasi operatore ed a qualsiasi livello della filiera alimentare, dalla grande distribuzione al piccolo negozio di rivendita al dettaglio e il sistema HACCP è un insieme di pratiche ed accorgimenti messi in atto proprio per applicare al meglio l’autocontrollo in maniera razionale e organizzata secondo metodi specifici.

 

– Trattandosi di una certificazione di rilevante importanza per la salute pubblica e la sicurezza alimentare, la normativa non prevede unicamente l’obbligo di frequentare il corso haccp ed ottenere il certificato, ma pure quello dell’aggiornamento e del rinnovo.
Si tratta infatti di un titolo di qualifica professionale a tutti gli effetti, e vista la necessità di tenersi sempre aggiornati sui rischi che possono sorgere, la legge prevede anche per il certificato haccp una data di scadenza.
La scadenza della validità dell’attestato haccp viene stabilita da Direttive Regionali: ogni Regione italiana perciò è stata chiamata a decidere i termini temporali entro cui l’attestato haccp va rinnovato.

Scopriamo quando scade la certificazione haccp in base alle Regioni in cui ci si trova ad operare:

  • Abruzzo: 3 anni
  • Basilicata: 1 anni
  • Calabria: 3 anni
  • Campania: 3 anni
  • Emilia-Romagna: 3 anni
  • Friuli-Venezia Giulia: 2 anni
  • Liguria: 5 anni
  • Marche: 3 anni
  • Puglia: 4 anni
  • Sardegna: 3 anni
  • Sicilia: 3 anni
  • Toscana: 5 anni
  • Umbria: 3 anni
  • Valle d’Aosta: 3 anni
  • Veneto: autonoma*
  • Lazio: autonoma*
  • Molise: autonoma*
  • Piemonte: autonoma*
  • Trentino-Alto Adige: autonoma*
  • Lombardia: autonoma*

*Le regioni ‘autonome’ sono quelle che hanno deciso di delegare al datore di lavoro o al titolare dell’attività la responsabilità di monitorare la preparazione dei suoi impiegati e di stabilire quando occorre rinnovare e aggiornare la formazione dei dipendenti in merito all’haccp. Il rinnovo e aggiornamento deve comunque avvenire in modo ciclico e continuato, ed è anzi indispensabile quando l’operatore cambia mansione ed è chiamato a svolgere nuovi compiti.

Per maggiori informazioni:

info@securitalia.net

 

 

PERCHE’ SCEGLIERE ASSOCIAZIONE SECUR ITALIA?

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Professionalità, Competenza, Affidabilità e Attenzione al Cliente sono qualità che contraddistinguono le attività formative di Sicurezza e Formazione :

NUOVE AULE CORSI:  Accoglienti e facili da raggiungere sia con i mezzi pubblici che con i propri mezzi.  WI-FI Free.
TRAINING ROOM per le prove pratiche;
DOCENTI:  Esperti di sicurezza aziendale, con esperienza pluriennale ,in grado di offrire ai partecipanti elementi didattici sia teorici che pratici.
POSSIBILITÀ DI FREQUENZA A DISTANZA:
Attraverso la nostra piattaforma E-learning a è possibile frequentare a distanza i corsi senza spostarsi dall’ufficio o da casa.

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Tel: 0818718216

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Preventivi personalizzati sicurezza sul lavoro e igiene alimentare

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Tel. 0818018845

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Lavorare in sicurezza in Ufficio

La tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che prestano la loro attività all’interno di uffici, quindi una buona parte dei lavoratori italiani, è organizzata all’interno del D.Lgs 81/08, seguendo fondamentalmente due aspetti, distinti ma correlati tra di loro: i requisiti degli ambienti di lavoro e la valutazione dei rischi nell’ufficio.

I requisiti

Il primo dei due aspetti riguarda, in forma generale, i requisiti progettuali che devono possedere tutti i luoghi di lavoro.Vengono qui elencati e dettagliati tutti i requisiti generici relativi alla progettazione e realizzazione di uffici conformi alla normativa, quindi, per esempio:

  • Stabilità e Solidità dei materiali;
  • corretta realizzazione di Pavimenti, muri, soffitti, finestre;
  • predisposizione delle vie di fuga ed emergenza;
  • dimensione di  porte, portoni, scale ed il calcolo dei rapporti aero-illuminanti.

Molti dei requisiti sopra elencati vengono stabiliti come obbligatori per gli ambienti di lavoro in forma generale, e sono dunque applicabili a qualsiasi luogo di lavoro, ivi compresi gli uffici, lasciando al progettista l’onere di valutare la conformità normativa in relazione alla destinazione d’uso finale degli spazi.
Vi sono alcuni aspetti relativi alla progettazione degli uffici, tuttavia, che non possono essere genericamente assimilati agli altri luoghi di lavoro, di natura per esempio industriale, piuttosto che commerciale o artigianale.

La valutazione dei rischi

Il secondo aspetto invece è da ricercare tra gli articoli che, all’interno del Testo Unico, illustrano come effettuare una corretta valutazione dei Rischi aziendali.
Il Datore di Lavoro, che ha la responsabilità giuridica di un ambiente costituito anche solo in parte da uffici, coordinandosi con il Servizio di Protezione e Prevenzione, ha il dovere di effettuare un’attenta valutazione dei rischi applicabili a tale ambiente di lavoro e quindi di individuare quali siano i rischi a cui potrebbero essere esposti i lavoratori d’ufficio, elaborare la relativa valutazione e predisporre le dovute misure preventive e protettive.
Sono quindi rischi applicabili, per esempio, il rischio da esposizione a Videoterminali (VDT)Titolo VII del D.Lgs 81/08, che obbliga inoltre il datore di lavoro ad effettuare la prevista sorveglianza sanitaria con una periodicità di due o cinque anni in base ad età e prescrizioni dei soggetti coinvolti.

Altresì importante è la valutazione del rischio Lavoro Stress Correlato, a cui sono esposti statisticamente quasi più i lavoratori di ufficio che non altre categorie; anche in questo caso se l’esito preliminare della valutazione indica presenza di stressa lavorativo, sarà opportuno procedere con le fasi di valutazione successive, ed eventualmente con supporto medico e psicologico.

Non sono da sottovalutare, inoltre, le valutazioni relative al rischio di esposizione a microclima e rumore, soprattutto in uffici molto affollati e di grandi dimensioni come gli open space ed i call center, così come in alcuni casi la valutazione dell’esposizione ad alcune sostanze chimiche prodotte per esempio dai toner di stampanti di vecchia generazione.

È sempre importante ricordare che il primo aspetto della prevenzione dai rischi è la consapevolezza di essere in presenza di un pericolo per la propria salute; sapere come comportarsi per prevenirlo e come eventualmente proteggersi; tutte informazioni che la normativa italiana impone di trasferire ai lavoratori, compresi colori che lavorano in ufficio, attraverso percorsi specifici e calibrati di formazione ed addestramento.